Intervista Comitato Cerezo Messico (Español-Italiano) Caminantes / www.globalproject.info / 10-05-08

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Nella lunga intervista David ed Elizabeth spiegano che il comitato è nato in seguito all’arresto dei 3 fratelli Cerezo, accusati ingiustamente di aver posto una bomba davanti alla banca Banamex di Città del Messico: l’accusa è ovviamente infondata, e il comitato inizia a battersi per la loro liberazione, contro la violazione dei diritti umani in carcere (i 3 fratelli subiscono violente torture per essere convinti ad assumersi la responsabilità dell’attentato) e per denunciare all’esterno le irregolarità giuridica del caso.
Le irregolarità riguardano il fatto che non c’era stato alcun ordine di cattura nei loro confronti, né alcun ordine di perquisizione delle loro case ed inoltre erano stati torturati: in quel momento iniziava il governo di Fox e urgeva presentare all’opinione pubblica e ai media dei responsabili per l’attentato.
Il comitato ha portato avanti un lavoro di diffusione della reale situazione giuridica dei tre fratelli.
Grazie al lungo lavoro, Alejandro è risultato non colpevole ed è stato liberato nel 2005, mentre Antonio e Hector, nonostante fossero all’interno dello stesso processo, sono stati condannati a più di 7 anni di carcere.
Il comitato ha poi ampliato il suo lavoro, infatti si batte per la liberazione di tutti i prigionieri politici e di coscienza del paese, che sono 696 e si trovano in carceri di massima sicurezza, accusati di reati gravi, sono in realtà solo persone che lottano per migliori condizioni di vita.

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Nella seconda parte dell’intervista, David ed Elizabeth continuano spiegando qual è l’attuale situazione in Messico rispetto alla repressione nei confronti dei movimenti sociali: con il governo del PAN si è molto inasprita la criminalizzazione dei movimenti sociali.
Il Comitato non solo contribuisce alla liberazione di molti prigionieri politici, ma anche porta avanti un lavoro di monitoraggio rispetto alle condizioni dei prigionieri politici, come ad esempio durante il vertice di Guadalajara nel 2004, durante gli scontri di Atenco e di Oaxaca nel 2006.
Inoltre la pagina internet del Comité Cerezo presenta una lista dei prigionieri politici per denunciare le loro condizioni e le loro situazioni giuridiche.
Attualmente il governo messicano sta attuando dei cambi costituzionali legati alla lotta al narcotraffico: le leggi pensate per punire trafficanti e terroristi possono essere tranquillamente usate anche nei confronti di attivisti sociali, basti pensare al caso di Ignacio del Valle, portavoce del FPDT di Atenco: per le mobilitazione del maggio 2006 è stato accusato assurdamente di terrorismo e condannato a 67 anni di carcere.

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Nella terza parte Elizabeth spiega che attraverso queste nuove leggi, che rendono quindi "legale" la repressione dei movimenti sociali, chi viene accusato di terrorismo può essere arrestato senza un ordine di cattura, la sua casa può essere perquisita senza un ordine di perquisizione e lo stato di fermo passa da 72 ore a 3 mesi: quest’ultima condizione chiaramente crea un clima molto favorevole alla violazione dei diritti umani, in quanto c’è più possibilità che i prigionieri vengano torturati.
Il governo vuole anche presentare all’opinione pubblica le persone che lottano come criminali e violenti, favorendo un clima di repressione.
In Messico ci sono forti disuguaglianze sociali ed economiche, perciò i movimenti sociali rispondono protestando e il governo invece di risolvere tale situazione, risponde con la repressione.

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Nell’ultima parte dell’intervista David racconta come il governo stia comprando armi dagli Stati Uniti per reprimere i movimenti, come se fosse in guerra: ma questa situazione non si può risolvere con la militarizzazione, bensì soddisfacendo le richieste di base della popolazione: un lavoro degno, il diritto all’educazione e alla salute.
Il 3 aprile è stata presentata dalle organizzazioni che si battono in difesa dei diritti umani una legge di amnistia federale per la liberazione dei prigionieri politici: è un passo importante, però risolverebbe il problema solo momentaneamente.
La repressione continuerebbe riempiendo le carceri di altri prigionieri politici.

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